Riforme, Calderisi: Berlusconi apprendista stregone

Con la vittoria del No e la proporzionale la “grosse koalition” proposta da Berlusconi sarebbe una “kleine koalition” che non raggiungerebbe neppure il 50% per governare…

 

Dichiarazione di Peppino Calderisi, del Comitato per il Sì al referendum 

23 novembre 2016 – Berlusconi non si rende conto che con la vittoria del No e con la proporzionale la “grosse koalition” che ha proposto sarebbe una “kleine koalition” destinata, con elevatissima probabilità, a non avere neppure i numeri per formare un governo. Infatti le forze antisistema (M5S, Lega, Fd’I e anche SI), rafforzate dalla vittoria del No, quasi certamente supererebbero, nel complesso, il 50%, almeno alla Camera dei deputati, e ciò renderebbe impossibile formare qualsiasi governo, anche uno c.d. di larghe intese come quello Letta di inizio legislatura.

Se permane l’anomalia di due Camere che esprimono entrambe la fiducia al governo e sono elette da due elettorati diversi (4,3 milioni di elettori dai 18 ai 25 anni votano solo alla Camera con un orientamento politico diverso dalle precedenti generazioni) e che pertanto producono risultati diversi nei due rami del Parlamento, si condanna il Paese all’instabilità e all’ingovernabilità più assoluta.
Con un sistema istituzionale del genere sarebbe infatti impossibile adottare sistemi elettorali con un premio di governabilità perché esso rischierebbe di essere assegnato a due soggetti diversi nei due rami del Parlamento.

Pertanto, superare questo assurdo bicameralismo paritario è un obiettivo storico divenuto imprescindibile dopo la fine del bipolarismo e la crisi di sistema emersa nel 2013.
Questa è la posta in gioco il 4 dicembre, il futuro dell’Italia, non Renzi e il governo.